lunedì 13 dicembre

giovedì 2 dicembre

lunedì 22 novembre

giovedì 11 novembre

mercoledì 03 novembre

giovedì 28 ottobre

mercoledì 20 ottobre

martedì 12 ottobre

lunedì 4 ottobre

venerdì 1 ottobre

sabato 25 settembre (preparativi)

   
lunedì 13 dicembre

Non credevo che l’avrei mai detto ma alla fine è così:Corfù è magica e sono certo che quando partiremo mi mancherà terribilmente. All’inizio e fine a qualche giorno addietro la trovavo, sì carina, ma non diversa da tante altre isole sparse nei vari mari e forse noiosa come tanti posti balneari in inverno. Ma ora devo ricredermi e sono felice di farlo perché questo pezzo di terra tra la Grecia e l’Italia è ora dentro di me (in senso figurato s’intende…). Forse sarà stato che l’abbiamo girata un po’ meglio trovando piccoli angoli di paradiso o forse l’acqua avvelenata del posto ci ha rintronato. mah…sta di fatto che grazie ad Eduardo domenica siamo stati conquistati dal fascino di luoghi come Acharavi, Kalami, Agios Markos e Palia Perithia. Il discendente di una delle più aristocratiche ed antiche famiglie dell’isola (in veneziano Lascari divenuto ora Lascaris) ci ha aperto le porte della sua casa-museo dove c’erano una miriade di piccoli e grandi oggetti che testimoniavano il passato illustre del suo casato il tutto condito dalle nostre facce deliziate da tanta beltà. La mèta del nostro piccolo viaggio doveva essere la cima del monte Pantokratoras ma vari eventi, primo fra tutti la labirintite del prode Eduardo che non beccava mai la strada giusta, ci hanno portato in lidi più ameni citati poco sopra. A Palia Perithia siamo stati protagonisti di una mangiata pantagruelica in una taverna che a vederla da fuori non gli daresti un euro ma che dentro ci ha riservato sorprese succulente prima fra tutte un coniglio in agrodolce che ci ha estasiato come forse immaginate dalle foto. Il giorno dopo un’altra cena, con Elsa in veste di cuoca provetta, consumata a casa dello zampognaro Diego, così ribattezzato per via del suo cappello, dove i commensali hanno dato sfoggio della loro erudizione dopo che le tagliatelle al ragù avevano offuscato le loro menti… Tra le altre cose fatte questa settimana da segnalare la visita al museo archeologico della città;un piccolo gioiello invero con alcuni pezzi davvero interessanti come il frontone del tempio di Artemide raffigurante l’episodio della Gorgone o Medusa che dir si voglia (anche questo fotografato con maestria dal buon Carmine). Gli incontri con i vari professori che dovranno farci sostenere gli esami in febbraio è stato motivo come al solito di ilarità per i due mentecatti campani:dopo averci assegnato gli argomenti da studiare io ed il mio collega brancoliamo ancora nel buio anche perché ad ogni spiegazione degli insegnanti rispondevamo sempre con un cenno affermativo del capo mentre nelle nostre teste scimmie, orsi ed altri animali circensi giocavano a fare i saltimbanco con una deliziosa musichetta in sottofondo… Non c’è sera che non ci si fermi in quel di Ettore dove lui e la sua allegra brigata del ristorante danno vita ad un teatro dei pupi che ci sfascia dal ridere (a questo proposito una menzione particolare va fatta per Vasilis “mamma mia” che è ora saldamente al primo posto nella hit parade degli incontri corfioti dopo aver scalzato di prepotenza il mitico Stelios…). L’altra sera ad esempio l’amico leccese ha vestito i suoi dipendenti da Babbo Natale e con la macchina digitale di Carmine ha confezionato un servizio fotografico da far invidia perfino al matrimonio di Felipe di Spagna (anche qui immagini immancabili cari lettori). Altre nuove guest star sono il dottor Giorgio, corfiota che ha studiato in Italia, e il ragazzo senegalese Macho, venditore d’incensi e monili, che parla il dialetto leccese meglio di Ettore e forse anche l’italiano. Purtroppo qui l’atmosfera natalizia è un po’ più rarefatta rispetto al nostro paese e questo acuisce in noi la nostalgia per l’Italia ma credo che tra breve riabbracceremo tutti, belli e brutti, e riporteremo l’allegria in ogni dove. Quest’ultima affermazione forse suonerà più come una minaccia che come una promessa ma prendetela per quello che è, il desiderio, cioè, di due ragazzi che hanno voglia di tornare a casa dopo tanto peregrinare, cazzeggiare, amoreggiare, socializzare, pensare, mangiare, bere, dormire, lettera, testamento e perché no anche un po’ patire… Aspettateci che stiamo arrivando forse più consapevoli o forse solo più disincantati questo si vedrà. Il solito abbraccio circolare a tutti e vogliateci bene come sempre.

MARIO

   
giovedì 2 dicembre

Carmine continua imperterrito a saltare tutte le lezioni di greco della brava Pepi ora inventandosi una fantomatica malattia, ora adducendo come scusa appuntamenti con professori delle varie facoltà. Lunedi’ abbiamo fatto, grazie al buon Eduardo che ci ha lasciato la sua vettura, una piccola escursione in alcuni punti molto belli dell’isola­.Magnifica la vista dal trono del kaiser che davvero lascia senza fiato lo spettatore che giunge dalle parti di Pelekas. Questa gita fuori porta ci ha condotto , in compagnia di Sarah ed Elsa, in un altro posto incantevole come potete vedere dalle foto:Paleokastritsa. Il mare cristallino e la quiete di questo periodo dell’anno hanno rigenerato non poco le nostre menti offuscate.Abbiamo concluso la serata dal mitico Enzo “o’ sole mio” che ci ha informato dell’arresto del pasticciere Scaturchio e alla nostra domanda sul perchè dell’accaduto, egli ha candidamente risposto:”perchè faceva i babb­à senza capocchia...” e giu’ risate. Vi chiedo scusa ma sto scrivendo davvero senza mordente e con una voglia che rasenta lo zero forse perchè siamo vicini al tornare in Italia o questa mezza malattia che mi sento addosso mi sta spegnendo. Ora le cose anche da un punto di vista erotico-sentimentale sembrano andare per il meglio e su questo argomento vi relazionerò con dovizia di particolari in futuro (non vogliatemi male ma non ho proprio genio). Nonostante ciò abbiamo una maledetta voglia di calcare il suolo natio e abbracciare tutti quelli che ci aspettano con ansia (o almeno spero..). Il buon Eduardo ci ha quasi adottato (peggio per lui!) e molto ci siamo affezionati al professore pugliese al quale voglio fare un pubblico elogio per una cena magnifica che ha confezionato con le sue manine qualche sera fa dove ci sembrava di essere a casa nostra;per quanto mi riguarda la volta che ho mangiato meglio da quando sono a Corfù. Nella sezione immagini troverete alcune fotografie che vi faranno forse commuovere (come quella scattata dal trono del kaiser con noi tre che sembriamo fuggiti in una regione lontanissima e quindi diventata la mia preferita) ed altre che vi piegheranno in due dal ridere (spero di non sbagliarmi). Al solito salto di pala in frasca senza un ordine né cronologico e neppure mentale devo ammettere tanto che ultimamente quando rileggo sul sito le cose che ho scritto mi sembra davvero di scrivere in modo orrido e senza nesso logico..mah.. L’amico Ettore continua a non farci quasi mai pagare ed a regalarci cose  (l’altro giorno ci ha fatto dono di due costumi da Babbo Natale che useremo quanto prima statene certi..) tanto che quando partiremo credo che piangeremo tra le sue possenti braccia. Dante è sempre più mitico ed il cielo è sempre più blu come direbbe il compianto Rino Gaetano e quindi vi abbandono con l’augurio che la musa ispiratrice degli scrittori torni a farmi visita prima di abbandonare il suolo greco. Siamo davvero dispiaciuti per tutti quelli che non hanno firmato il guestbook del sito o che non ci hanno lasciato testimonianza via e-mail; forse siete troppo impegnati o forse solo troppo pigri e non nel fisico ma nella mente. Un abbraccio circolare a tutti ed a presto.

MARIO

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lunedì 22 novembre

Non posso essere succinto quando gli avvenimenti sono cosi’ numerosi e quindi continuo a narrarvi le nostre avventure nel modo e nell’ordine di come avvengono con la calma dei giusti alla cui schiera credo di appartenere(boom!). Dall’ultima volta ci sono stati diversi cambiamenti nel gruppo Erasmus che hanno segnato la quotidianietà di noi tutti. In primo luogo Carmine ed io ci siamo trasferiti, sempre all’interno dell’Arion, in una suite insieme all’amico spagnolo Dante che ha pulito la nostra nuova dimora da cima a fondo neanche fosse una massaia cantonese... Ci siamo affezionati molto all’iberico in quanto ogni giorno ne sforna qualcuna che ci piega in due dal ridere come quando ­è andato al consolato spagnolo e non gli hanno aperto o come quando ci ha detto che è uno specialista nel disegnare polli mutanti che al piu’ presto vi mostreremo... Il resto della combriccola Erasmus (Loly, Ana, Rebecca, Hector e Javier) ha affittato un trilocale in citt­­à per il resto della permanenza corfiota:il famigerato appartamento spagnolo... Uno dei tanti party che ci ha visto protagonisti si ­­­è svolto all’interno del dipartimento di storia con sfoggio da parte di nostra di acrobazie assortite e balli movimentati nei quali si è esibito anche il buon professor Sferkos, docente di storia romana e frequentatore di sponde opposte alle nostre...(a buon intenditor...). Nel corso della serata dalla mia sacca di Eta Beta è spuntato come per magia un pollo arrosto regalatomi poco prima dall’amico Elefteri (spero di averlo scritto giusto) proprietario della piteria O’ Loukas e col quale ho sfamato le masse studentesche (uno dei miei tanti miracoli conclamati...). Lo stesso Elefteri mi ha fatto dono di una bicicletta da utilizzare come veicolo per gli spostamenti nel mio soggiorno corfiota ma vi assicuro che il fisico non mi sorregge piu’ come una volta a meno che non si parli di sesso e quindi ogni tanto abbandono l’aggeggio pedalatorio nei posti piu’ disperati sperando che non me lo rubino. In un paio di sere ho fatto mancare la mia presenza alla parea greca spossato nella mente e nel corpo dalle continue sollecitazioni alcoliche e non solo ma degnamente sostituito dal buon Carmine, come nel caso della festa di compleanno del nostro amico Petros, che ha svolto lavoro per due il tutto documentato dalle foto che vedete. Abbiamo conosciuto la persona piu’ ricca dell’isola, un magnate poliglotta e filantropo proprietario di 4 o 5 alberghi e di una catena di supermercati, col quale stiamo cercando di concludere affari (leggi ricerca lavoro..) per un nostro piu’ roseo futuro. Apro una piccola parentesi (spero di non essere prolisso...) per narrarvi un episodio che ha lasciato i due alfieri campani a met­à tra l’incredulo ed il compiacimento:una sera o meglio una mattina che abbiamo avuto la malsana idea di farcela a piedi dall’Emboriko fino al nostro albergo(circa 40 minuti di motopiede) ci siamo imbattuti verso le sei antimeridiane in un arzillo vecchietto di anni 60 che giocherellava col suo pistolotto smanettando con il vigore dei bei tempi andati, seduto nei pressi di un ristorante ed in completa solitudine (quando si dice fare sesso con qualcuno che stimi...).Davvero un ragazzotto che si gode la vita a differenza di noialtri... Un’altra sera che imperversava il maestrale indovinate chi erano gli sfigati che camminavano bellamente sotto la bufera con onde che a momenti spazzavano via il lungomare?Esatto, proprio noi:i Franco e Ciccio dello Ionio che non potevano lasciare gli aborigeni da soli al loro destino nel Save o non mi ricordo in quale altro locale. Finalmente siamo riusciti ad incontrare sia il prof. Eduardo Fiorillo che il figlio del prof. D’Oria, Diego, subito diventati nostri colleghi di scorribande tra il seguire una loro lezione all’università e una festa alla sera... Quando questo piccolo gruppo di italiani emigranti in terra straniera si incontra fioccano il buonumore e le stronzate a volontà (queste ultime invero non sono mai mancate!). Grazie al grande Eduardo, io e Carmine abbiamo trovato lavoro per una giornata come guide turistiche per crocieristi italiani e vi assicuro che ­è stata una delle cose piu’ spassose da quando siamo qui. Il Fiorillo ci dice che l’indomani possiamo fare questo piccolo lavoretto di 4 ore e ben pagato (50 euro a testa per dire due baggianate su Corfu e sul palazzo della principessa Sissi, l’Achillion) ma poich­­é non non abbiamo mai visitato la residenza dell’imperatrice la notte prima ci tocca studiare manco fosse la vigilia di un esame. In pratica ci affidano un pullman a testa di circa 50 persone alle quali dobbiamo spiegare in modo chiaro e semplice le bellezze dell’isola;vi lascio immaginare le cazzate che abbiamo detto rispondendo alle domande piu’ disparate che ci venivano poste dalle curiose combriccole:”ma Achille ­è morto giovane?”, “a che et­à ­è morta Sissi?”, “chi ha vinto le elezioni in Grecia?” (ma che cazzo ne sappiamo noi che a momenti non conosciamo neanche chi le ha vinte in Italia...), “c’è criminalit­à a Corfu?’ (da quando ci siamo noi si’…) e via discorrendo. Alla fine tutto ­è filato liscio tranne per il fatto che ho invertito il senso di marcia nei giardini del palazzo provocando il risentimento di una guida ufficiale di nome Spyros e per Carmine che ha perso il suo gruppo appena arrivati al centro storico… Notizia dell’ultima ora:forse per sbarcare il lunario andremo qualche giorno a raccogliere le olive con la manovalanza albanese e comunque vi faremo sapere. Chiudo con la paellata che la mamma di Javier, donna dolcissima e affezionatasi a noi al punto che andremo a farle visita a Valladolid, ci ha preparato per il nostro piacere dopo tanti schifosi pasti consumati nella mensa universitaria (anche qui le foto valgono piu’ di mille parole...). La tavolata ­è stata ribattezzata felicemente comida italiana in quanto a farla da padrone era l’Italia per un motivo o l’altro (i padri di Dante e Loly, la mamma di Javi, sono infatti italiani) e alla fine siamo andati via barcollando ma non mollando felici come quando Tom picchia Jerry (non so se mi spiego...). Scusate il ritardo di questa corrispondenza ma credo che le cose raccontatevi mi faranno perdonare da Voi affezionati lettori. Un saluto circolare ed alla prossima puntata.

MARIO

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giovedì 11 novembre Piove intensamente da due giorni e il nostro umore ne risente. Gli mp3 sul notebook del buon Carmine ci tengono compagnia e forse, mi duole dirlo, è tempo di studiare per gli esami in Italia nonché di assimilare le numerose declinazioni greche. A dire il vero la lingua ellenica mi piace non poco e quindi mi impegno ma sempre con moderazione beninteso; di parere contrario è il mio compagno di merende che afferma di non gradire l’idioma. C’est la vie… Le giornate fino ad ora, tanto per aprire una piccola parentesi sul tempo, erano state magnifiche e mai in vita mia mi era capitato di trovarmi ancora in maniche corte ai primi di Novembre. Ogni tanto un po’ di saudade dell’Italia, della famiglia e degli amici affiora ma il tutto viene subito risucchiato dal turbine degli eventi che ci travolgono. Questi ultimi siamo noi a crearli giorno per giorno se non vogliamo cadere nella routine che a volte sembra impossessarci…purtroppo questa non è una città per studenti come potrebbe essere una Salonicco, tanto per stare in tema Grecia, o una Salamanca o una qualsiasi altra località dove c’è movida per lo studentame che ha voglia di godersela. Non ho voglia di narrare, anche perché mi risulta sempre più difficile, avvenimenti in ordine cronologico e quindi salterò di palo in frasca, come si suole dire, nel tentativo di mettere insieme pezzi di un puzzle sparpagliati oltremodo nella mia testa. Non perdiamo una nottata per fare bisboccia con la parea greca tra i vari locali dove ormai gli approcci, i ganci e compagnia bella non si contano più (i soldi sì invece e siamo ormai quasi ridotti al lastrico). Il sodalizio Erasmus è ormai indipendente all’ennesima potenza e se prima molte uscite eravamo soliti farle tutti insieme ora la fa da padrone l’idea dell’incontro casuale, non difficile invero date le misure della cittadina ed a tutti più gradito. A proposito di noi studenti stranieri ho qualche news per Voi: in primo luogo la piccola spagnola Ana è andata a vivere nella casa abbandonata con Javier lasciando l’Arion ma non c’è una tresca al momento; la tedesca Kathreen ha tre figli di 20, 19 e 14 anni ed è sempre molto impegnata nella riparazione della sua casa; Dante-Manolo di giorno in giorno diventa sempre più un mito col suo fare disincantato e i suoi modi un po’ così (a voi interpretare…) e forse andremo da lui la prossima estate a lavorare in quanto la famiglia possiede due ristoranti a Malaga; ma come sapete dobbiamo anche controllare cosa c’è di marcio in Svezia (quante altre avventure in futuro!) dalla sempre più strana Rebecca la quale ultimamente ci ha confidato che un piccolo uomo le appare in camera, appollaiato ai piedi del letto, e le parla tramite pensiero… abbiamo formulato varie teorie al riguardo (aggiungo anche che la nordica ci ha anche sognato come madre natura ci ha fatto…) e siamo giunti alla conclusione che forse il suo omino del cervello è andato a fare il giro del mondo e non vuole più tornare alla base…; siamo entrati più in confidenza con Sara ed Elsa (soprattutto quest’ultima è davvero un bel figurino e secondo il mio parere farà parlare di sé in futuro); Hector appare e scompare come Campanellino nella favola di Peter Pan (grande Pietro che se ne vedeva bene…). Nella nostra personale classifica dei personaggi con cui abbiamo avuto la fortuna o, a seconda dei casi, la sfortuna di imbatterci sta scalando sempre più posizioni l’imberbe Simeon, ribattezzato Elio dall’amico Carmine, che davvero non finisce mai di stupirci e stupirsi credo, per la sua totale incapacità di capire anche le cose più semplici tipo se è nato prima l’uovo o la gallina e disquisizioni varie sul sesso dei trichechi. Il panciuto Ettore proprietario del ristorante Maccheroni ha deciso di perdere 15 chili prima di partire a fine mese per la Thailandia e tutte le volte che passiamo per il suo esercizio (nel quale, tra gli altri, lavora anche il baffuto Vasilis che sembra sbarcato da una nave pirata) dalla sua bocca e non solo escono petali profumati coperti di rugiada ma penso che è proprio questo che ce lo fa amare alla follia (l’altro giorno per ringraziarci di alcuni cd di musica italiana masterizzati ci ha fatto dono di una bottiglia di gin). Davvero non c’è posto, biblioteca, mense universitarie, ristoranti, bar, chioschi, sexy shop, macellerie, arrotinerie e affiliati, dove non ci sia una nostra foto segnaletica che avverte i villici del pericolo Erasmus ed italiano in particolare: caciarate, abbeveraggi furtivi, bischerate e cappellate varie sono all’ordine del giorno… Veniamo fermati da moltissima gente che vuole sapere se siamo mafiosi, per quale squadra  tifiamo, per cordiali vaffanculo (sto scherzando ovviamente…) e da bimbe che hanno simpatia per la lingua italiana. Per il momento è tutto ma prima di congedarmi devo fare una tirata d’orecchi ai visitatori del nostro sito e mi spiego meglio. Ora che il buon Stefano ha operato un restyling davvero molto bello e reso il tutto più interessante evitando che si potesse cadere nella monotonia, abbiamo sempre meno riscontri scritti sul guestbook. Dove sono finiti tutti i nostri fan?Perché quando sbirciate il sito non lasciate una testimonianza del vostro passaggio con una firma, un voto sulla foto più bella, un’opinione o una critica? Eppure tutti navigano in internet fosse anche per una mezz’oretta al giorno e quindi penso non costi niente il farci sapere se ci sono cose che vi piacciono o che non sono di vostro gradimento e quanto altro. Vi abbracciamo e Vi baciamo dall’amena Corfù e mi raccomando vogliateci bene come sempre.

MARIO

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mercoledì 03 novembre

Sinceramente ho molta difficoltà a narrarvi le vicende di questa settimana appena trascorsa e la cosa strana è che non so darmi e darVi una spiegazione. Sarà per il fatto che anche se ci divertiamo ci sembra di passare le giornate e soprattutto le notti in modo sempre uguale. Gli afterhours si sprecano tanto che ormai andiamo a dormire la mattina per destarci all’ora di pranzo o anche più tardi. Siamo stati i mattatori della movida corfiota accompagnati dallo zoccolo duro della compagine greca che vive un po’ all’Arion ed un po’ sparsa per la città. Tra gli avvenimenti di questa settimana mi viene in mente l’arrivo di un’altra svedese, amica di Rebecca, tal Madeleine che, purtroppo per noi, rafforza il già citato detto:"c’è qualcosa di marcio in Svezia…" (per la cronaca abbiamo intenzione di organizzare una spedizione in terra scandinava per controllare se quello che fino ad ora pensavamo sulle svedesi sia leggenda o corrisponda alla realtà). Per fortuna il buonumore in questi ci è stato elargito a piene mani dal mitico Stelios, fratello di Kostas uno dei ragazzi che vive con noi in albergo, che ormai è entrato di prepotenza al primo posto nella hit parade degli incontri avuti qua. In qualche parte del sito dovrebbe anche esserci una filmato che ne testimonia in pieno la vivacità accompagnata ad una sana follia tipica dei grandi personaggi:spero apprezziate anche perché dal vivo era una cosa da troncarsi in due dal ridere. Una cosa che ci ha contraddistinto dal momento del nostro arrivo, oltre alla cronica sfortuna nel campo delle scommesse, è stato il fatto di pagare per tutto e per tutti tanto che siamo quasi in bolletta (a questo proposito chiediamo all’amico Stefano se fosse possibile organizzare una raccolta fondi all’interno dell’università per aiutare noi derelitti…). Siamo anche entrati nelle grazie del proprietario e del direttore del personale dell’albergo, rispettivamente Danos e Nikos, in virtù del nostro scommettere selvaggio. Gli approcci con le ragazze del luogo continuano e non mi ricordo neanche i nomi di tutte le pulzelle incontrate o agganciate o ecc.;la cosa buffa sono alcuni nomi che ogni tanto ci sovvengono:Urana, Vagelitsa, Sofia, Athina, varie Georgia e via discorrendo. Sono veramente sconcertato dai miei vuoti di memoria e spero mi perdoniate per la lieve amnesia occorsami che mi fa procedere senza un preciso ordine né logico, se mai ci fosse stato fino ad ora, né cronologico. Tra gli altri avvenimenti di questa settimana uno dei più importanti è sicuramente stato la grande parata tenutasi giovedì 28 in occasione della festa nazionale greca chiamata Giornata del No per ricordare il rifiuto dato Mussolini in occasione della seconda guerra mondiale dal fiero popolo ellenico; una grande marcia testimoniata dalle foto dell’amico Carmine e alla quale ho offerto un contributo solo spirituale in quanto colto quella mattina da stanchezza cronica, cosa rara per quel che mi riguarda. Credo che per ora sia tutto così potete concentrarvi di più sulle foto (mi raccomando votate la più bella) e sul sondaggio settimanale (quindi vi vogliamo più numerosi, oltre ai soliti aficionados del guestbook). Mi raccomando vogliateci sempre bene che noi ve ne vogliamo… Alla prossima

MARIO

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giovedì 28 ottobre

Finalmente trovo il tempo di scrivervi, non in modo frenetico come sempre più spesso capitava ultimamente, ma da un posto bellissimo che ti mette in pace con il mondo e dove il tempo scorre lento. Forse neanche descrivendolo riuscirei a farvi cogliere la magia di questo luogo ma se per un attimo chiudete gli occhi potete sentire il rumore del mare che si adagia, non si infrange badate bene, sugli scogli ed odorare il profumo della natura tutt’intorno. Sono nel parco di Mon Repos, vicino al nostro albergo, del quale potete ammirare, nelle sezione immagini, il tempio dorico, affreschi di una piccola basilica, la residenza del duca d’Edimburgo e la passerella che porta al mare da dove vi salutavo e da dove ora vi sto scrivendo. Come purtroppo ben sapete sfighe multiple ci hanno bersagliato negli ultimi giorni dacchè abbiamo preso la decisone di rimanere all’Arion Hotel fino alla fine del nostro soggiorno corfiota salvo sorprese dell’ultim’ora e dove chiunque potrà venirci a trovare. Detto ciò la domenica ci vede protagonisti, dopo la cattiva notizia nell’affaire appartamento, di un’uscita post-stress con Rebecca ed una ragazza ateniese di nome Chryssoula conosciuta dalla scandinava qualche giorno prima. Tipa intelligente e simpatica la Chrys ma dall’inglese un po’ troppo veloce, contraddistinto da due vocaboli, basically ed apparently, che ama spesso ripetere e sui quali abbiamo costruito un mezzo tormentone. La giornata scorre via tra un pasto da Mic Mac, una camminata ad Anemomylos, un giro nel già citato parco di Mon Repos ed un’escursione sulla terrazza dell’Hotel Cavalieri con annessa veduta panoramica. Il lunedì seguente ci presentiamo stranamente puntuali alla prima lezione di greco per studenti Erasmus che subito, grazie a noi, si trasforma in un mezzo cabaret. Veniamo divisi in due gruppi, beginners ed advancers, a seconda della conoscenza della lingua in quanto alcuni di noi, per diversi motivi (genitori greci, fidanzati o che so io), padroneggiano l’idioma del luogo a discapito di noi poveri pivellini. Che gruppo eterogeneo si para dinanzi ai nostri occhi:due tedesche, quattro spagnoli, due belghe, una svedese, un francese e i due terroni. Noi “principianti” veniamo affidati alle cure di Pepi, insegnante di inglese e persona squisita che se la cava più che bene anche con altre lingue. I compagni di avventura Erasmus meritano una descrizione dettagliata. Rebecca, ragazza svedese che studia musica e suona il violino, già avete avuto modo di vedere (è anche in un sondaggio lanciato sul nostro sito…);aggiungo che è molto simpatica, un po’ timida ma con noi si è sciolta alla grande. Abbiamo due ragazze spagnole, Ana e Loly, da Malaga che già conoscevamo in quanto vivono all’Arion e con le quali avremmo dovuto affittare il famigerato appartamento. L’una, Ana, è piccolina e fuma come una ciminiera non tirandosi mai indietro davanti ad un bicchiere fosse anche di benzina, mentre l’altra, Loly, ha 33 anni e sembra una Madonna per quel suo fare molto pacato e tranquillo (dopo la conoscenza di questo trio è stata coniata una felice e simpatica battuta:”c’è qualcosa di marcio in Spagna ed in Svezia…” parafrasando l’amico Shakespeare…). Dalla regione iberica provengono anche Hector, dinoccolato ragazzo di Saragozza detto El Pincho, e l’”infiltrato” Javier di Valladolid qui per imparare il greco pur non facendo parte del programma Erasmus. Il primo è un tipo con un’aria da sognatore d’altri tempi molto simpatico ed abituale nostro compagno di scorribande diurne ma soprattutto notturne in quel di Corfù e che condivide lo stesso nostro amore per le “public relations” sfrenate. Il secondo è un po’ matto (ma nel senso buono del termine) ed un po’ artista di strada;pensate che vive in una casa abbandonata ed ha un modo di fare nell’approccio alle cose della vita che a me piace molto. Parla molto bene l’italiano avendo vissuto un anno a Lecce e alcuni suoi aneddoti, come quando si è tagliato la lunga chioma rasta con un coltello, sono quasi leggenda… La teutonica Kathreen , 42 anni ma che ne dimostra almeno 7-8 di meno, è una folle donna di Amburgo a mio avviso molto carina che ogni due per tre si lancia in risate che ribaltano chi malauguratamente le capita vicino. E’ giunta dalla lontana Germania a bordo della sua Mini-Cooper nuovo modello e vive, purtroppo per noi che la incontriamo così solo a lezione quando invece vorremmo approfondire la sua conoscenza, una quindicina di km a sud di Corfù Town e divide un appartamento con un amico greco;forse ha un figlio, non ne sono certo, e conosce il linguaggio dei segni. Ci sono poi tre ragazze molto belle, una tedeschina di nome Georgia che ha genitori greci e due belghe, Elsa e Sara di Anversa. La prima è un po’ troppo “personaggio” nel senso che si vuole atteggiare a femme fatale e sembra sempre annoiata da tutto. Ma forse mi sbaglio e magari correggerò il tiro in futuro. Le due fiamminghe stiamo cercando di conoscerle meglio e devo dire che Elsa mi ha fatto una gran bella impressione per il fatto di essre molto intelligente e parla l’italiano con una certa disinvoltura. Sara, invece, sembra stare un po’ più sulle sue ma spero che in seguito riuscirò a farla stare anche un po’ sulle mie…( scusate la battuta ma no potevo esimermi). Chiudono il lotto degli stranieri un certo Yannis(?) greco-francese con un tatuaggio di Che Guevara sul braccio e la canottiera di Dolce & Gabbana e col quale poco parliamo ed infine l’acquisto dell’ultima ora Dante da Malaga che io mi ostino a chiamare Manolo;ha origini italiche in quanto il padre è di Fondi. E’ incredibile quando siamo tutti insieme la mescolanza di idee, modi di fare e parole che si viene a creare da questo crogiuolo di razze: il concetto di meltin-pot nell’accezione più pura e vera del termine. Apro una piccola parentesi per informarVi che la sfortuna anche martedì mi ha colpito facendo svanire, per colpa della Roma, una vincita di 450 euro…e vai col tango…

Le notti all’insegna dell’allegria e del pariamento totale non si contano più;giovedì, per esempio, grande party per matricole all’Envy Club dove con nostro grande stupore misto a gioia tra i pezzi più ballati c’era “sarà perché ti amo” dei Ricchi & Poveri… Aggiungo che abbiamo dato grande sfoggio del nostro saper ballare alla stupefatta gioventù greca la maggior parte della quale danza solo sulle note della loro musica. Non parliamo poi di ciò che è successo il giorno prima con un afterhour prolungato tra i locali Save e Mystique con tutta la combriccola greca e dove abbiamo agganciato tre ragazze cipriote, di cui non ricordo il nome, molto frizzatine per usare un eufemismo. Ormai siamo conosciuti un po’ in tutta la città comprese le mense universitarie dove diamo spettacolo e rallegriamo il mesto studentame del luogo. Tra le new entry di questa settimana due sue tutte. La prime è il mitico prof. Lazaratos, docente di estetica, che ci ha tenuti sotto una mezz’ora spiegando cosa è la semiotica interplanetaria con supercazzole e scappellamenti vari, il tutto condito da un gesticolare alla maniera dei grandi tecnici come Capello o Trapattoni. La seconda si è materializzata nello studentato dei nostri primi giorni spensierati dove ci siamo fermati per un saluto che si è poi tradotto nell’ennesimo esilarante incontro con Apollon, ragazzo ateniese che somiglia agli studenti americani definiti nerd che ha un orgasmo tutte le volte che gli parliamo di archeologia, e l’ormai mitico Simeon parlante uno strano miscuglio di italiano ed inglese. Lo sbarbatello di Arta ha dato vita con noi ma soprattutto con Carmine a duetti che hanno scatenato vere e proprie crisi di riso incontrollato tra i ragazzi dell’Erasmus (uno in particolar modo sembrava un dialogo alla “Rainman” tra Tom Cruise e Dustin Hoffman di noialtri…). Per ora è tutto e ci sentiamo alla prossima. Vogliateci bene.

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mercoledì 20 ottobre

Il 12 Ottobre 1492 Cristoforo Colombo ebbe la (s)fortuna di scoprire l’america; 512 anni dopo due temerari si barcamenano nel tentativo di trovare un appartamento in quel di Corfù per niente aiutati dal fato che anzi si accanisce contro di loro con un tempo di merda… Credo di aver perso il conto delle persone che abbiamo contattato, telefonato o semplicemente fermato per strada nel tentativo, vano ahimè, di poter affittare una maison. L’ “amico” della prima ora Kostas non si è dimostrato tale e dopo averci illuso oltremodo ci ha lasciato in braghe di tela come si suole dire. Una sorta di menefreghismo misto ad abbandonanti dosi di promesse da marinaio ha fatto da sfondo a queste giornate anche se alcuni momenti di pura ilarità e follia ci hanno permesso di tirare avanti. Il primo personaggio di una lunga carrellata di pseudo-contatti corfioti è una certa Lina che conosciamo grazie all’interessamento di Ettore, proprietario del ristorante Maccheroni; la nostra è una donna sui quaranta molto frizzantina con un che nell’atteggiamento e nei modi che ricordano certe maestrine inglesi (non chiedetemi il perché…) e che ci conduce ad uno dei nostri incubi da quando siamo arrivati qui: l’appartamento dei sette nani… Esso è ubicato sopra una “piteria” dalla quale sale un odore di fritto che ti penetra in ogni dove ed è così claustrofobico che se ti scappa un peto rimane come tuo coinquilino per alcuni giorni… Nel frattempo c’eravamo anche affidati ad un ragazzo conosciuto in università, tal Sofronis, gestore di un’agenzia immobiliare, che “promette” di farsi vivo qualora avesse avuto una buona sistemazione per noi (anch’egli è tuttora latitante…) ed al buon Leonidas, ex socio in affari del Kostas di cui sopra, persona per metà umana e per metà sedia (così immagino visto che l’ho visto sempre seduto…). Dopo tanta pioggia e tanta mestizia decidiamo di tornare in albergo e sul bus dell’amaro ritorno mi sembra di scorgere una figura nordica già avvistata nel nostro hotel; la fermo e scopriamo che si tratta di un’altra studentessa Erasmus di nome Rebecca proveniente dalla fredda Svezia. Un lungo colloquio in inglese ci permette di entrare nelle sue grazie e già baléna nelle nostre menti l’idea di una convivenza in quanto dividere le spese di un affitto sarebbe più conveniente per tutti anche se aspettiamo qualche giorno prima di esporle il nostro progetto. Comunque l’indomani siamo di nuovo convocati dalla simpatica Lina che afferma di avere trovato un posto molto delizioso e tranquillo la cui proprietaria è una sua lontana parente e che potrà essere nostro per 250 euro al mese. Non vi dico le nostre facce quando vediamo quel buco di 20 metri quadrati con un letto e mezzo (il mezzo è un sofà sul quale secondo Lina possiamo tentare approcci con le ragazze…), tutto sporco e senza luce. “Quale ragazza possiamo portare qui? tua sorella?” mi viene da pensare; ci congediamo da Lina dicendo che penseremo alla proposta e nel nostro girovagare ci imbattiamo in un edificio sul quale campeggia questa insegna: “Affitarre camere” (scritto proprio così…). Entriamo e ci imbattiamo in una vecchietta greca molto sfiziosa con la quale cerchiamo di parlare in greco, vocabolario alla mano, per circa venti minuti dato che non capisce l’inglese e l’italiano ma forse neanche se stessa, e con la quale si toccano punte di riso sfrenato anche riguardo ad informazioni davvero semplici quali il costo di una stanza al mese (un mito senza tempo…). La sfortuna ci perseguita sempre di più (Fantozzi al nostro confronto è Gastone Paperone…) e questa affermazione verrà avallata dagli avvenimenti che ci vedono ancora protagonisti in negativo nel week-end. Solo giovedì ci divertiamo un po’ tra una birra e l’altra al party tenutosi all’Arco Liston Cafè dove il buon Carmine si presenta come il fantomatico dj Sasiccio al collega greco dj Odysseas il quale lo guarda quasi con devozione e ammirazione; chiudiamo la serata in bellezza al pub Hook dal quale un po’ intontiti ci incamminiamo a piedi verso il nostro albergo in cui ormai è diventata leggenda una cameriera ai piani un po’ pazza che parla da sola ma che al bar ci concede forti sconti. Arriviamo al fatidico week-end dove succede davvero di tutto e del quale ho difficoltà a ricordare l’intero iter. C’è l’incontro con Nota, una donna old-fashioned dai capelli rossi che ha un negozio di stampe e quadri vari che tenta l’ardua impresa di metterci in contatto con una donna cipriota che potrebbe affittarci l’appartamento sopra di lei ma con la quale non è in buoni rapporti. Nel frattempo la gente guarda Carmine in malo modo ed a volte sembra quasi maledirlo e solo dopo varie indagini capiamo che è per via di una sua t-shirt irlandese con il simbolo del trifoglio che le persone (soprattutto i tifosi dell’Olympiakos) scambiano per quella assai simile del Panathinaikos... Siamo sulla strada buona per convincere Rebecca a venire ad abitare con noi insieme ad altre due ragazze spagnole dell’Erasmus in quanto una delle case da noi già adocchiate in precedenza sembra fatta apposta per una convivenza multipla e, dopo un meeting serale passato a verificare la bontà di noi ragazzi italiani, lasciamo la parea (comitiva in greco) con la promessa che il giorno dopo avremmo telefonato a Manos proprietario dell’abitazione di cui sopra (la mia abilità di “incantatore” di masse sembra funzionare anche in Grecia...). Tutta la conversazione avviene il sabato, giornata che ci vede protagonisti al mattino e fino al pomeriggio inoltrato di un vero e proprio tour de force con l’amica svedese che ci trascina nell’ordine: al parco di Mon Repos, a Kanoni, al monastero di Vlacherna ed a Pontikonisi il tutto documentato fotograficamente con alcune diapositive degne del miglior Olivieri... In albergo conosco anche Vasilis un uomo marpionesco che alterna l’attività di segretario in ospedale a quella di in un locale a Vattelapesca che ci offre una pizza (per lui infatti è gratis...) durante la partita dell’Olympiakos di cui è gran tifoso e cerca di convincerci ad andare in un night non sapendo che siamo in altre faccende diplomatiche affaccendati. La notte tra sabato e domenica è foriera di cattive notizie in quanto perdiamo ben 450 euro a causa del mancato pareggio tra Modena e Perugia ma siamo rinfrancati dalla scena più esilarante alla quale abbiamo assistito da quando siamo a Corfu. Siamo nella hall a bestemmiare per la mancata vincita quando un vecchio signore greco barcollando si avvicina in pigiama e noi subito pensiamo che voglia rimproverarci per il casino che abbiamo fatto prima in stanza. Mi chiede, invece, scambiandomi per il receptionist, una coca per il suo “stomaki” (si vede che aveva mangiato qualche topo morto anche a causa di strani rumori simili a sbuffi che faceva con la bocca...) mentre il vero addetto alla reception da dietro si sganasciava dal ridere; dopo un’acqua tonica consumata tra i soliti sbuffi e quasi sul punto di morire sul divano, l’impedito vegliardo chiede al vero receptionist (Vasilis) di chiamargli un medico o un’ambulanza e dal quel momento assistiamo, quasi pisciandoci addosso dal ridere, ad una sorta di cabaret, degno dei grandi Franco & Ciccio, culminato con un’ONOMA (vuol dire nome in greco) urlato, quasi nell’orecchio dello sventurato moribondo e mezzo sordo per giunta, (per la cronaca il vecchietto è il presidente dell’associazione dei negozi di Atene) da Vasilis che stava parlando con l’ospedale... L’ultrasettantenne è stato portato via da due barellieri e quando, con un filo di voce, ha detto di chiamarsi Anastasious, io e Carmine siamo caduti dal divano... Non preoccupatevi l’indomani mattina l’arzillo ometto era vivo... Siamo quindi andati a dormire poveri di soldi, ricchi nell’umore e speranzosi che la domenica ci avrebbe portato finalmente la lieta novella del vivere comune. Passo una notte travagliata e questo mi suona come un cattivo presagio che, quasi tirandomi la sfiga addosso, si tramuta in tragedia la mattina seguente quando veniamo informati che l’appartamento da noi tanto agognato e desiderato era stato occupato il giorno prima... Forse siamo le persone più sfigate del mondo o semplicemente siamo vittime di una macchinazione internazionale ordita ai nostri danni. Chi puo’ dirlo? Il nostro destino è sempre piu’ all’Arion Hotel e la prossima volta vi raccontero’ di Chryssoula e dei ragazzi dell’Erasmus e tante altre chicche anche perchè non c’è la faccio piu’ a scrivere... (chiedo anche scusa per eventuali errori ma sto scrivendo con una tastiera greca e non si capisce un tubo). Saluti a tutti quelli che ci seguono ed in particolare rivolgiamo un ringraziamento speciale all’amico Gennaro Sabatino nostro primo fan ed al quale dobbiamo tanto. Diamo anche i nostri numeri di cell. greci cosi’ potete chiamarci quando volete.   MARIO 00306939733611 - CARMINE 00306934920947

Passate parola che è importante e permettetemi ancora di dire grazie all’amico Stefano Russo (ci stiamo a fare certe mangiate...).YA SAS

MARIO

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martedì 12 ottobre

Un tourbillion di avvenimenti, personaggi e situazioni al limite del paradossale ci ha travolti in questi sei giorni che non so davvero da dove cominciare nel raccontarvi il tutto. Quello che purtroppo temevamo alla fine è accaduto: siamo stati costretti a lasciare lo studentato! Ma andiamo con ordine. L’avviso del sedicente mr. Roussinos (responsabile Erasmus), affisso sulla porta della nostra residenza martedì mattina, spiegava che dal giorno seguente e fino al 16 c.m., a causa di lavori di pulizia,  gli studenti dovevano lasciare le proprie stanze e sistemarsi in uno dei tre alberghi convenzionati con l’università (tutti ubicati a 3-4 km dal centro). Siamo, quindi, alla ricerca di una nuova sistemazione (ecco spiegato il ritardo col quale Vi scrivo) e due rapidi calcoli ci portano alla conclusione che affittare un appartamento risulta più economico del soggiornare in hotel (in quest’ultimo, infatti, si paga 5,40 € a persona per notte, ovvero 162 € al  mese). Prima di mettere in moto la macchina dei nostri contatti corfioti e non, il buon Carmine trova il  modo di deliziare una piccola platea inebetita con un gioco che andava di moda al tempo in cui il buon prof. D’Oria portava ancora i calzoni corti…trattasi della “matita molle” che, per quei pochi che non lo conoscessero, consta nel muovere velocemente una matita o una penna tenendola tra il pollice e l’indice. La giornata del 5, oltre alle imprese ludiche dell’amico Carmine, è volta al tentativo di assicurarci un tetto per l’immediato futuro anche se la nostra beata spensieratezza, quasi come novelli Pinocchio e Lucignolo nel paese dei balocchi, ci devia per diverse ore da necessità più impellenti e ci dedichiamo alla visione del film “Non ci resta che piangere” (mai titolo fu più azzeccato alla situazione...), ad una sessione a Scudetto (ancora lui…) ed a scommesse varie su Eurobet… Telefoniamo al prof. D’Oria e poi all’amico Kostas, contatto della prima ora che non eravamo riusciti a rintracciare, che finalmente abbiamo il piacere di incontrare. E’ un “ragazzo” di oltre 40 anni operante nel settore turistico che parla benissimo l’italiano per aver studiato e vissuto a lungo nel Belpaese. Dal quel momento, comunque, è tutto un girovagare per Corfù Town e dintorni con la sua Citroen AX rossa e percorriamo più chilometri noi in un giorno che un rappresentante della Folletto in un mese… L’amico greco si adopera per trovarci un appartamento ma ogni tanto si presenta qualche intoppo e finiamo col restare due notti a dormire da lui. Anche Carmine ha difficoltà nel prendere sonno nel letto dei genitori di Kostas perché a suo dire c’è puzza di cadavere, le zanzare lo martirizzano in ogni dove ed una bambola assassina cerca di ucciderlo… Per ripagare l’ospitalità offerta a noi poveri “barboni”, pitturiamo l’agenzia che Kostas ha intenzione di aprire a breve dando sfogo alle nostre velleità artistiche. Troviamo anche il tempo tra una bestemmia ed una pennellata di un nuovo incontro con Tony per prendere un aperitivo serale al Caffè Grec dove siamo deliziati dalla presenza della cameriera, una ragazza davvero carina che parla lo spagnolo e con la quale speriamo di approfondire meglio la conoscenza della lingua iberica… Apro una piccola parentesi per segnalare che forse siamo seguiti… c’è, infatti, uno strano personaggio con la pipa e maglione a tracolla che appare magicamente nei posti da noi frequentati… Vi faremo sapere. Incontri a catena si susseguono a ritmo vorticoso con personaggi italiani e non che hanno alleviato le nostre pene ed ai quali accennerò per poi dedicare loro ulteriore spazio nelle varie sezioni di questo sito (guest, locali, in & out e via discorrendo…). Primo fra tutti Nazzareno il Salernitano del bar omonimo, un uomo in carne dai lineamenti e dalle movenze “guappesche” dedito più alle scommesse ed al gioco d’azzardo che alla preparazione di cappuccini e caffè. Il suo linguaggio è fatto di tre parole in dialetto napoletano ed una in greco, il tutto sempre accompagnato da appezzamenti sulle sorelle degli avventori del locale e scurrilità assortite; la più gettonata delle quali è: ”l’ho preso int’ o’ kolos…"; un lord d’altri tempi con margheritine che gli escono dalla bocca… Con grande gioia abbiamo conosciuto la signora Lina e famiglia, proprietari del ristorante “Nausicaa Mamma Lina” (per i dettagli vedi sezione locali) nonché parenti dell’amico Arturo Olibano che ringraziamo pubblicamente ed abbracciamo (ti sei guadagnato la nostra sempiterna riconoscenza).Come non citare poi Angelo il Barese, detto Kojàk (così ribattezzato da Enzo “o’ sole mio”), rappresentante di vernici ed improbabile playboy, grande amico di Kostas tanto da formare un duo paragonabile ai vari Gianni & Pinotto, Franco & Ciccio o Cip & Ciop (forse si avvicinano di più ai cari scoiattoli…). L’alfiere pugliese ci ha condotto nella più grande e fornita ferramenta di Corfù dove ci siamo imbattuti nell’esimio prof. Asonitis tutto intento nel comprare una dozzina di confezioni di silicone per scopi ancora a noi ignoti (ipotizziamo un ritocco alle grazie della signora Asonitis…). Enzo, invece, è un napoletano di Forcella spassoso e sprizzante energia da tutti i pori con un umorismo degno della grande tradizione comica partenopea; il nostro ha una pizzeria-ristorante a Gouvia Beach, “o’ sole mio", nella quale lavora anche il suo “doppio”, tal Enzuccio di Capodimonte… 

Tornando alla stretta attualità, poiché avevamo voglia di fare un po’ i cazzi nostri e visto che Kostas ed il padrone della casa in cui saremmo dovuti già andare la menavano troppo per le lunghe, decidiamo di alloggiare per qualche giorno all’hotel Arion in attesa di buone nuove. Appena giunti e dopo una salutare doccia (erano infatti diversi giorni che non ci rinfrescavamo a dovere…) mi lancio nella conoscenza delle nostre vicine di camera (spero però di non alimentare la mia fama di “piacione”…) visto che balconi sono comunicanti e se da una parte la simpatica Maria dell’isola di Zante sembra socievole e solare, dall’altra devo impegnarmi per richiamare l’attenzione della riottosa e timida Tina. Le ragazze, comunque, non sono in cima ai nostri pensieri nella condizione di limbo in cui viviamo ma saranno, insieme alle bellezze naturali ed ai beni culturali dell’isola, oggetto di approfondimento nelle prossime corrispondenze, appagando la curiosità di tutti coloro che ci domandano al riguardo. Chiedo scusa se mi sono dilungato così tanto ma erano diverse le news da darvi in pasto il tutto corredato dalle splendide foto del buon Carmine. Ci lasciamo con i saluti di rito. Peppe “Buonciorno”, Pedro, Danilo, Salvo, Cristina, Fania, Deborah (se è ancora tra noi…), Emiliana, Roberta, Francesca della mitica ultima fila (non ci sono più i sofficini di una volta…) per quel che concerne i colleghi universitari. Un saluto particolare ai miei “coinquilini” napoletani Davide, Gianfranco ed Ivano ed un grosso bacio alle ragazze di Via Tarsia Stefania, Tiziana (ovunque tu sia), Carmy e Concy. A presto. 

MARIO

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lunedì 4 ottobre

Le giornate sono stupende, accompagnate da temperature mattutine che sfiorano i 30 gradi ed il temporale che ci aveva accolto la sera del nostro arrivo è solo un lontano ricordo.. peccato per questo mio insistente e forte raffreddore che non mi permette un tuffo nelle cristalline acque del posto ma non credo mancheranno occasioni in questo senso. La nostra residenza provvisoria è davvero ottimale e siamo conosciuti da tutti (famosi o famigerati?…) tanto che preferiremmo restare in questo ameno studentato. Il salutare e l’essere beneducati, a parte qualche caso, sembra sia un optional da queste parti e ciò mi dà lo spunto per una digressione su alcuni degli aspetti del modo di vivere del popolo greco e corfiota nello specifico. Le guide lodano la cordialità e la simpatia degli ellenici ma abbiamo notato che raramente ti salutano per primi e anche quando sei tu a prendere l’iniziativa (nel caso nostro quasi sempre...) ti rispondono a mezza bocca e lo stesso dicasi per ogni tipo d’informazione; forse a parziale giustificazione di quest’ultima cosa sta il fatto che essendo in un posto turistico sono un po’ scocciati a ripetere le stesse cose per almeno sette mesi l’anno…più avanti vi saprò dire meglio comunque. Nei locali, invece, quando alla sera i giovani greci si riuniscono in comitive, le parole scorrono a fiumi molto meno delle consumazioni ed è questo un aspetto alquanto singolare sul quale cercherò di spiegarmi meglio. Stanno ore intere seduti a tavolino mettendo i cellulari ben visibili su di esso (ciò sembra faccia molto trendy) e consumando solo una birra, un ouzo (pr. ùzo), una sorta di liquore all’anice servito con vari stuzzichini (davvero ottimo…), o un caffè soprattutto nella variante servita a mo’ di frappè ed al momento del conto ognuno paga la propria parte nel senso letterale del termine tanto che spesso il cameriere porta tanti scontrini quanti sono i commensali (aggiungo, comunque, che quasi mai si paga il coperto). Altra cosa divertente che ci ha colpito è che quasi tutti i ragazzi motorizzati modificano la propria auto con quegli ammennicoli che in Italia sono ad appannaggio dei soggetti più tamarri e che qui invece sono considerati molto "cool": spoiler da competizione, cerchioni cromati anche per macchine come la Panda, marmitte esagerate visibili e udibili da almeno 150 metri e personalizzazioni grafiche assortite… La terza caratteristica alla quale voglio accennare è la presenza dappertutto di piccoli chioschi, aperti fino a tarda sera, che vendono praticamente di tutto dall’ago all’elefante e nei quali il proprietario sembra espleti anche le funzioni corporee… Durante le calde giornate quando il sole picchia forte abbiamo un divertente passatempo in Scudetto (mitico gioco manageriale per PC...) e il povero Kerkyra allenato dal sottoscritto ha beccato tre pappine dal Kalamarìa dell’amico Carmine.. Tanti sono stati gli incontri (il mitico tricheco e Roberto "italiano al cento per cento" [pr. tzento per tzento] su tutti) e i locali visitati (per questi ultimi stiamo aggiornando la sezione foto relativa) anche se ultimamente siamo di casa all’Arco Liston Cafè il posto più "in" qui a Corfù Town dove "Panos", l’iperattivo cameriere del locale, ci ha ormai adottato come fratelli tanto da meritarsi un piccolo presente consistente in un paio di buoni cd di sana musica italiana. Da stamattina (addì lunedì 4 ottobre) siamo ufficialmente iscritti alla IONIO PANEPISTHMIO con grande gioia da parte nostra visto che ci hanno rilasciato un libretto ed una tessera studenti da paura. Abbiamo anche conosciuto il mitico professore Adonopoulos, una persona poliglotta, intelligente e divertentissima (nutre tra l’altro grande stima per il nostro mèntore, il caro professor D’Oria ed ha un amore immenso per il patrimonio culturale campano, Napoli in testa), che con nostro grande rammarico ci ha confidato della sua prossima "dipartita" il tutto con molta ironia e in più ci ha dato moltissime dritte sui vari insegnanti del dipartimento di storia. Domani saremo ancora qui nel nostro edificio rosa pastello? Vi informeremo cari amici… Questo giro salutiamo le persone non ricordate la volta scorsa: lo "zio" Arturo, Ornella, Anita, Licia (a’ Skoda!), Cristiano, Lea, Francesca (auguri per l’onomastico), Sonia, Ugo, Mimma, Doriana e anche stavolta sicuramente ci saremo dimenticati di qualcuno…(in ogni caso scriveteci.). Saluto inoltre la mia famiglia, Alex Pellegrini, Michele Giaquinto (auguri posticipati per l’onomastico ma ho perso la cognizione del tempo), Domenico detto Ruoppolo, Andrea Bianchi, Daniela Ceglie (un grande bacio), Sara detta Yoghina (anche a te un grosso bacio), Luca Vittorini, Vincenzo Melisi, Daniele Amore, l’amico Califano interessato alle nostre sorti, i vari Andrea Siclari, Alberto Brevi, Massimo Piemonte e tutti quelli non menzionati che mi dovranno cazziare per questo (aspetto vostre e-mail). L’amico Carmine saluta la comitiva del Covo-Parco S.Paolo in particolar modo: il Vecchio, Big Jim, Santone, Tarallo, l’Ebreo, O’ Russo ex Rozzo (chest tien è bell…NIENT!), Water. Saluti speciali li dedico a Panzetta, la vecchia delle Bestie Bambole, Tatonno ò Pazz, Aldo "Baglio" Marino, il popolo di Atlasbet, Strike, Eurobet e Snai. YA SA FILOI…

MARIO

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venerdì 1 ottobre

Sono le ore 02.00 del 30 Settembre ed ecco, per la gioia di tutti i nostri ammiratori, la prima corrispondenza dall’amena Corfù… Ma prima qualche cenno su quello che è stato il viaggio e le varie peripezie che il dinamico duo ha affrontato il tutto corredato da foto che si commentano da sole. La partenza da Napoli lunedì e l’incontro col prode Vittorio (che calorosamente risalutiamo) sono stati già motivo di gustose risate. Dopo tre ore di bus tra suore, simpatiche vecchiette come la Sora Lella e piccole donne giungiamo in quel di Bari con i nostri bagagli dal peso di 1746 kg (solo i mobili non ci siamo portati…). Un’autista abusivo, dopo una piacevole trattativa sul costo del passaggio, ci porta davanti alla stazione marittima per le pratiche d’imbarco e alla reception della Ventouris Ferries ci dicono che siamo gli unici passeggeri per Corfù e che quindi dobbiamo fare prima scalo a Igoumenitsa e poi da lì saremo trasportati alla nostra mèta (vi lascio immaginare la nostra felicità e giù bestemmie…). La Polaris, l’ “ammiraglia” della flotta, è quasi tutta per noi ed i nostri bagagli. Abbiamo la “ciorta” di conoscere un soggettone greco di vicino Salonicco, un tale Alex che ci ha allietato con i suoi aneddoti corredati da vari suoni tra cui “kra kra” e “doink doink”. Le 13 ore di traversata hanno visto i nostri eroi protagonisti nel tentare di farsi buttare in acqua dal personale della Love Boat: uso indiscriminato dei giubbetti di salvataggio, perdite alle slot machine, approccio con bariste e piccoli vandalismi vari. Scesi a Igoumenitsa, tra camion pieni di pecore e mucche e gente del luogo e congedatici con rammarico dall’amico “Alex”, veniamo caricati in macchina dal sedicente proprietario dell’agenzia locale della Ventouris (un tipo con un vestito di lino ed una cravatta che era un pugno nelle palle) e portati al secondo imbarco, quello per Corfù. “Terra!” “Terra!” è questa l’esclamazione che pronunciamo appena toccato il suolo corfiota; finalmente siamo arrivati… Viviamo mezz’ora di panico quando non riusciamo a rintracciare per un motivo o l’altro le persone che dovrebbero aiutarci in loco (un certo Kostas e prof. Asonitis tra gli altri).  Le bestemmie fioccano copiose e decidiamo quindi di prendere una camera all’hotel Atlantis (doppia senza colazione al modico prezzo di 55 €..) e lanciarci alla ricerca di Asonitis e registrarci all’ufficio Erasmus. In due ore giriamo quasi tutti gli uffici di Corfù Town tra mr. Roussinos, prof. Asonitis, mrs. Karvouni e “Cazzopulis” vari e ci procurano un alloggio in uno studentato molto bello come potete vedere dalle foto e da dove vi scriviamo ora, pieno di ragazze universitarie e qui sguazziamo come maiali nel fango anche se una triste caratteristica delle donzelle greche sembra essere l’accentuata peluria (leggi barba e baffi…). Ieri sera altri incontri tra varie birre (una l’ho fatta scoppiare in un market perché l’ho messa tra i surgelati e stamattina ho constatato il danno) e pitas: Tony (ragazzo greco-albanese che studia a Roma) e una fanciulla che sembra avere fatto una cura spropositata di ormoni dato che ha una voce flebile come quella di Pavarotti quando rutta.. Stamattina abbiamo portato tutta la nostra roba dall’albergo allo studentato che per fortuna è vicinissimo e dopo aver fatto spesa (l’amico Carmine ha comprato tra le altre cose palloncini di Topolino, lingue di Menelik di Barbie e decorazioni della Disney di quelle per i compleanni con le quali abbiamo addobbato il balcone..). Poi è stata l’ora del nostro “lauto” pranzo fatto di pane e tonno (a questo proposito un saluto con lacrima al gruppo “panino selvaggio” dell’uni.: Antonella, Stefano, Grazia, Andrea, Rita, Vittorio e scusate se dimentico qualcuno più i “soliti ignoti” tra i quali Armando, Nicoletta, Giò, Gennaro, Mary, Franz, Falano, Irene, Chiara, le varie Raffe e compagnia bella e scusate anche qui se dimentico amici e “monsignori” vari…). Il pomeriggio è proseguito con la visita alla Old Fortress e giro nei vicoli della città (molto carina invero) e pariamenti vari. Non sappiamo cosa sia la stanchezza e dopo una ricostituente frittata ci rimettiamo in moto ed andiamo al Liston Cafè, il locale più alla moda e più frequentato di Corfù Town dove abbiamo il piacere di conoscere una cameriera molto carina di nome Lisa che subito prende in simpatia i nostri due eroi soprattutto dopo che l’amico Carmine dà prova della sua padronanza dell’idioma locale (THELO TO LOGHARIASMO’,PARAKALO’!). Per ora è tutto, linea allo studio ed a risentirci più avanti. Permettetemi un saluto a tutte le persone con le quali ho lavorato e che mi hanno sopportato questa estate al camping Belvedere nonché tutti gli ospiti che mi conoscono sempre del campeggio. Hasta la vista!

MARIO

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sabato 25 settembre

PREPARATIVI PER LA PARTENZA...

Lista delle cose da portare 

Ferro da stiro, Piede di porco, Sugna 2kg, Plasmon, Vaselina e/o burro, Depilsoap, Angelo azzurro, Cappuccetto rosso, Pollice verde, Settebello, Primiera, Carte a lungo, Merendine, Mattarello, Divaricatore, Clistere alla papaia, Passaporto balinese, Barbie & Big Jim, Super Santos, Arachidi e pistacchi, Flex, Saldatrice, Coriandoli, Acqua santa, Chinotto(quanto basta), Sale e pepe, Tungsteno, Cera d'api, Paraflu, Mutande a pois, Salamini beretta
DVD:
"Lei suona il piano, lui la tromba", "Le principesse sul pisello", "Biancaneve sotto i nani", "Biancaneve sopra i nani"(special editon), "La bella addomesticata nel bosco", aa.vv. "Rocco contro tutti", aa.vv. "Rocco contro tutti" vol.2, aa.vv. "Le 12 fatiche di Rocco", aa.vv. "Rocco vs Roberto Malone", "Pippo Baudo:the story so far".

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